Giovedì, 28 Luglio 2011 20:04

Religioni e ambiente, sesta intervista: Chiesa Cristiana Ortodossa

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Il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, detto "Patriarca verde"
per il suo impegno in campo ambientale

Religioni e ambiente, sesta intervista: Chiesa Cristiana Ortodossa

 

Siamo giunti alla sesta intervista del nostro ciclo “Religioni e ambiente”, nella quale ci occupiamo del rapporto tra Chiesa Cristiana Ortodossa e ambiente. A parlarcene è Vladimir Zelinsky, teologo e parroco della parrocchia ortodossa “SS. Madre di Dio Gioia degli Afflitti” di Brescia, il quale è stato anche per diversi anni docente all’università Cattolica di Lingua e Civiltà Russa.

 

Mi può brevemente presentare la comunità ortodossa bresciana (numero di persone …)?

 

Prima di tutto bisogna distinguere tra loro alcune comunità orientali presenti a Brescia, dove oggi si trovano la comunità romena, moldava, russa, ucraina (divisa tra una maggioranza greco-cattolica e una minoranza ortodossa) e una piccola presenza degli ortodossi che non appartengono a nessuna Chiesa canonica: nella nostra città, per quanto io sappia, ci sono dunque almeno 5 comunità del rito orientale, che insieme raccolgono migliaia di persone. Riguardo alla mia comunità, essa è per circa il 90% ucraina, a cui si aggiungono russi, moldavi e serbi; inoltre, il 95% delle persone che compongono la mia parrocchia sono badanti, e questo è un fattore importante da tenere in considerazione per le nostre prossime riflessioni.

Un problema della mia parrocchia è che per ora non abbiamo una nostra chiesa: in questo momento ci ospitano nella chiesa di San Cristo i Missionari Saveriani, che sono molto gentili con noi, però siamo in attesa di avere una chiesa che possa diventare il nostro luogo di culto definitivo.

 

 

 

Secondo lei c’è un verso o un episodio della Bibbia che può essere ritenuto particolarmente significativo per il rapporto tra visione ortodossa e natura?

 

Nella Bibbia si possono trovare diversi brani, dalla storia della creazione ai salmi, al versetto della lettera di San Paolo  ai Romani (“Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto”). È però importante sottolineare che l’ortodossia guarda la creazione non solo come opera di Dio ma come un sacramento: c’è un libro di un teologo ortodosso, Alexander Schmemann, che si intitola proprio Il mondo come sacramento, e in generale l’ortodossia si caratterizza per una visione cosmica, per cui essa confessa la propria fede nell’unità di tutto il cosmo creato.
A questo proposito, in un mio libro intitolato Mistero, Cuore, Speranza rifletto nel capitolo L’icona del creato sul rito del Battesimo e su come la benedizione dell’acqua includa in sé la benedizione dell’intero Creato. Nel Battesimo ortodosso si recita una preghiera (ndr, la preghiera viene riportata per intero al termine dell’intervista),nella quale possiamo vedere sia la grandezza di Dio sia il modo in cui tutte le cose create si rivolgono e fanno ritorno al Creatore.

 

 

 

Ci sono temi o riflessioni legate alla natura che secondo lei rivestono particolare importanza?

 

 

 

Per me è utile recuperare l’idea del peccato contro la natura, che spesso compiamo senza neanche accorgercene. Anche un gesto apparentemente piccolo come gettare un mozzicone di sigaretta per strada offende l’ambiente, perché questo costringe altri esseri umani a raccogliere quel mozzicone. E inoltre è importante riscoprire il mistero della Creazione: ogni cosa creata contiene in sé quel Verbo che l’ha portata alla vita, e dobbiamo essere capaci di sentire questo Verbo. In alcuni casi dobbiamo in un certo senso recuperare la prospettiva dei bambini, che con la natura hanno un rapporto particolare e per i quali la natura non è solo un oggetto, ma al contrario è viva, è una sorella.

 

 

 

Il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I è noto nel mondo come “Patriarca Verde” per il suo forte impegno per i temi ambientali. Egli ha per esempio affermato che “il crimine contro la natura costituisce peccato” e che “gli uomini e l’ambiente costituiscono il materiale indivisibile dell’esistenza, un panno multicolore, che crediamo sia stato tessuto da Dio nella sua interezza”. Come comunità ortodossa di Brescia, in che modo vi rapportate alle riflessioni di Bartolomeo I in materia ambientale? E svolgete progetti specifici legati a questioni ambientali?

 

Come dicevo in precedenza, sono d’accordo con il Patriarca e con l’idea che il danno alla natura costituisca peccato, e nella comunità riflettiamo sul rapporto tra uomo e ambiente. Poi però la composizione della nostra comunità e le difficoltà che incontriamo ci portano ad affrontare soprattutto altri tipi di problemi: le badanti che sono qui per lo più lavorano 24 ore al giorno tutti i giorni, hanno lunghe attese per i documenti e per anni non possono rivedere i loro familiari; succede così che mentre queste donne sono qui ad assistere i nostri anziani non possono però tornare in patria per la morte dei loro genitori. È necessario allora riconoscere il ruolo sociale del lavoro svolto dalle badanti e impegnarsi per accrescere i loro diritti. E noi come comunità proviamo a stare vicino a queste donne, a dare loro assistenza spirituale e un luogo di ritrovo nelle poche giornate libere che hanno a disposizione.

 

Secondo lei, ci sono prospettive o idee particolari che la comunità ortodossa cittadina può suggerire a Brescia per arricchire il rapporto con la natura e il modo di intendere l’ambiente nella nostra città?

 

La nostra gente per forza spesso deve passare il proprio tempo libero all’aperto. Quando hanno un po’ di tempo a disposizione, le persone della nostra comunità trascorrono le ore stando insieme nei parchi e nei giardini: a Brescia, e nel nord Italia in generale, l’asfalto vince quasi sempre sul verde, e sarebbe allora necessario riuscire ad apprezzare di più il miracolo della natura selvaggia, come accade per esempio in Germania, e lavorare per salvaguardare e aumentare la quantità di parchi e natura in città.

 

C’è un luogo di Brescia legato alla natura (un parco, un fiume, un lago, …) al quale è particolarmente affezionato o che riveste per lei un significato particolare?

 

Nel bresciano sono innamorato di tre laghi:Garda, Iseo, Idro. A Brescia per me la Maddalena è come una seconda casa, e ci vado spesso a camminare e leggere perché lì mi sento a mio agio. Personalmente non posso vivere senza bosco, l’albero ci dà respiro non solo fisico ma anche spirituale. Un santo ortodosso greco disse: chi non ama gli alberi non ama Cristo.

 

 

 

Lucio Lorenzi

 

 

 

P.S: Per chi fosse interessato, ecco il testo della preghiera recitata nel corso del rito del Battesimo ortodosso: Tu, Signore, hai voluto trarre dal nulla/all'esistenza tutte le cose,/e con la Tua provvidenza costruisci il mondo./Dinanzi a Te trepidano le potenze dei cieli,/a Te inneggia il sole,/Te glorifica la luna,/le stelle sono tornate a Te,/la luce Ti ascolta./Al Tuo cospetto tremano gli abissi/e per Te le sorgenti lavorano./Hai steso il cielo come una tenda/e reso stabile la terra sulle acque./Tu infatti, Dio indescrivibile,/senza principio e inesprimibile,/sei venuto sulla terra,/hai assunto la forma di un servo/e sei diventato simile all'uomo./Nella tua infinita misericordia, Signore,/non hai sopportato di vedere il genere umano/tormentato dal demonio,/ma sei venuto e ci hai salvati.

Letto 484 volte Ultima modifica il Mercoledì, 16 Maggio 2012 14:17